Il culto
Efisio è
patrono dell'Arcidiocesi e
compatrono di Cagliari: una devozione "viscerale" l'ha portato a soppiantare nel cuore della gente il primo patrono di Cagliari,
San Saturno.
È venerato in ampie zone dell'isola, e in modo particolare nella regione sud-occidentale.
Le grandiose celebrazioni che si svolgono a maggio in onore di Efisio affondano le radici nel
secolo XVII.
L'epidemia di peste che colpì l'isola alla metà del secolo viene ricordata come una delle più drammatiche
calamità che l'isola ha subito in epoca moderna, come durata e numero di vittime. L'11 luglio del 1652 la Municipalità di Cagliari
si appellò a Sant'Efisio affinché proteggesse la città dal morbo, e l'assemblea civica espresse un voto con cui si impegnava
a tributare ogni anno una processione in suo onore.
Nel
maggio del 1657 avvenne la prima solenne processione per lo scioglimento del voto: il simulacro del Santo venne trasportato fino alla chiesetta di Nora, accompagnato dalle autorità cittadine e dai rappresentanti di tutti i paesi liberati dal morbo.
Ma Cagliari è debitrice nei confronti di Efisio per un suo secondo intervento prodigioso. Tra il
17 e il 18 febbraio del 1793, la flotta francese comandata dall’ammiraglio Truguet assediava Cagliari con un fitto bombardamento. I Cagliaritani invocarono il loro protettore e le milizie popolari capeggiate da Girolamo Pitzolo respinsero i francesi sbarcati sulla spiaggia di Quartu S. Elena.
Al Santo venne attribuito il titolo di "comandante supremo dei combattenti".
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