La processione
Il
corteo del primo maggio viene aperto dalle
traccas, carri trainati da buoi addobbati a festa.
Alla sagra solitamente partecipano trenta o quaranta carri provenienti dal circondario di Cagliari. Seguono i
gruppi folk in costume, a piedi, che recitano o cantano le preghiere della tradizione religiosa isolana, i
goccius.
Dietro i gruppi folk sfilano i cavalli. Aprono i
Cavalieri del Campidano, in sella a cavalli addobbati con coccarde e rosette. Quindi è la volta dei
Miliziani, armati di archibugio e sciabole. Il corteo a cavallo prosegue con il corpo della
Guardianìa, che sfila in frac nero, cilindro e fascia azzurra ai fianchi. In prima fila, il
Terzo Guardiano regge il
Gonfalone dell'Arciconfraternita.
In frac e cilindro, con una fascia tricolore sui fianchi, procede l'
Alter Nos, rappresentante del sindaco di Cagliari.
Quindi sfilano i membri dell’Arciconfraternita del Gonfalone, introdotti da un confratello che regge un crocifisso del '700. Due confratelli, chiamati i
Collaterali
, hanno il compito di stare ai lati del cocchio durante tutto il percorso della sfilata, e aprono le porte quando si ferma per consentire ai fedeli di depositare all'interno fiori, offerte, ex-voto e suppliche.
L'arrivo del cocchio con il simulacro è annunciato dal suono delle launeddas. Il cocchio è trainato da un imponente giogo di buoi ornati da manti colorati e fiori e condotti da Su Carradori. In via Roma, di fronte al palco in cui siedono le autorità, il cocchio del santo procede su un tappeto di petali (sa ramadura), salutato dalle sirene delle navi attraccate al porto.
È un momento molto emozionante, soprattutto per l'intervento della folla che si avvicina al Santo per la richiesta di una grazia.
Quindi il cocchio continua il suo tragitto verso Nora accompagnato dai fedeli che hanno fatto voto di percorrere il cammino a piedi.
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